La terapia si basa su tre principali linee di trattamento:
CONSERVATIVO: viene scelta nei casi in cui non è evidente un deficit neurologico e si preferisce la terapia medica e il follow-up radiologico.
CHIRURGICO:
consiste nell’evacuazione dell’ematoma, generalmente mediante uno o più piccoli fori di trapano, con successivo posizionamento di un drenaggio temporaneo. Il trattamento consente di ridurre rapidamente la compressione esercitata dall’ematoma sul cervello ed è indicato soprattutto nei pazienti sintomatici o in presenza di un significativo effetto massa.
ENDOVASCOLARE:
consiste nell’embolizzazione dell’arteria meningea media (MMA), una procedura mini-invasiva eseguita mediante cateterismo arterioso. Il trattamento determina l’occlusione dei rami arteriosi che vascolarizzano le membrane dell’ematoma, favorendone il progressivo riassorbimento e riducendo il rischio di recidiva. Può essere utilizzato, in pazienti selezionati, come trattamento primario oppure in associazione alla chirurgia, e trova particolare indicazione nei pazienti con ematoma recidivante o ad aumentato rischio chirurgico.
L’ematoma sottodurale cronico, frequentemente ricercato anche come ematoma subdurale, è una raccolta di sangue e prodotti di degradazione ematica che si forma progressivamente nello spazio sottodurale. La sua evoluzione è sostenuta da processi infiammatori, formazione di membrane e sviluppo di una fragile neovascolarizzazione, che può favorire microemorragie ricorrenti e il progressivo aumento dell’ematoma.
Le cause sono generalmente traumi o microtraumi cranici, spesso ignorati durante l'anamnesi, che si verificano principalmente in pazienti di età avanzata.
L'ematoma in crescita può comprimere il tessuto cerebrale sottostante, causando sintomi come deficit neurologici, alterazioni della coscienza o crisi epilettiche.
L'ematoma sottodurale cronico è molto comune nella popolazione anziana e la diagnosi può essere spesso ritardata.
Di solito, la diagnosi viene effettuata mediante una tomografia computerizzata (TC) senza mezzo di contrasto, che può essere integrata con ulteriori esami di secondo livello in base alle necessità del paziente.
L’embolizzazione dell’arteria meningea media può essere utilizzata in pazienti selezionati con ematoma sottodurale cronico, sia come trattamento associato alla chirurgia sia, in casi appropriati, come trattamento primario.
La scelta dipende dalle caratteristiche dell’ematoma, dai sintomi, dall’effetto massa, dal rischio di recidiva e dalle condizioni cliniche del paziente.
In particolare, l’embolizzazione può essere considerata nei pazienti con ematoma recidivante, nei pazienti a maggiore rischio di recidiva e nei casi nei quali si ritiene possibile evitare o ridurre la necessità di un trattamento chirurgico. Nei pazienti che necessitano di evacuazione chirurgica, l’embolizzazione può essere associata alla chirurgia con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva.